domenica 25 marzo 2012
martedì 20 marzo 2012
speranze e indignazione
L'amministrazione comunale ha tenuto nei giorni scorsi un incontro per un progetto di mobilità transfrontaliera elaborato dal canton Ticino. Presentato dai due rappresentanti elvetici il progetto prevede il prolungamento del capolinea del tram sin sulla riva del Tresa, un lunga galleria per il traffico veicolare che da Magliaso sbuchi sempre sulla riva del Tresa. Si toglierebbe così il traffico veicolare sull'attuale ponte sul Tresa e tutta l'area verrebbe quindi pedonalizzata. E' un progetto che in linea di massima ricalca quello già fatto e presentato 21 anni fa, ma mai attuato. E qui iniziano le note dolenti: il progetto precedente non fu mai messo in cantiere perché da parte italiana non ci fu mai un interesse e un programma per realizzare, sul territorio italiano, i necessari nuovi collegamenti. E anche questo progetto rischia di fare la stessa fine! Da parte italiana non ci sono idee, proposte, progetti e soprattuto soldi! La provincia di Varese non ne ha, la Regione Lombardia é troppo impegnata con Bre-be-mi, Tem, Pedemontana, ecc. E, viste le vicissitudini giudiziarie quotidiane, non é neanche un buon momento per andare a bussare alle porte della Regione! Di sicuro, piuttosto che arrendersi ad una situazione viabilistica che continuerà a peggiorare é sempre meglio muoversi ora e sperare che qualcosa cambi!
Una cosa che invece di concreto, già da domani, si potrebbe fare é quella di intervenire sul passaggio pedonale del centro di Ponte Tresa; anche il più cretino di questo mondo riesce a capirlo. Questo passaggio non regolato "sottrae" salute, tempo libero per la famiglia o per se stessi e denaro in inutili colonne di auto: basterebbero forse due ore tra le 17..00 e le 19.00 dei giorni lavorativi e altre ore nei fine settimana e questi inutili intasamenti sarebbero minori. Oltretutto obbligare i clienti ticinesi a lunghe ore di coda per venire a fare acquisti in Italia non favorisce certamente la vita economica del nostro paese. Ma sembra che tutte queste evidentissime motivazioni non interessino minimamente nè l'A.C. ne e soprattutto i vigili urbani. Che inspiegabilmente, ostinatamente, pervicacemente, ineffabilmente continuano a disinteressarsi di questo allucinante "imbuto" e dei suoi riflessi negativi!
Una cosa che invece di concreto, già da domani, si potrebbe fare é quella di intervenire sul passaggio pedonale del centro di Ponte Tresa; anche il più cretino di questo mondo riesce a capirlo. Questo passaggio non regolato "sottrae" salute, tempo libero per la famiglia o per se stessi e denaro in inutili colonne di auto: basterebbero forse due ore tra le 17..00 e le 19.00 dei giorni lavorativi e altre ore nei fine settimana e questi inutili intasamenti sarebbero minori. Oltretutto obbligare i clienti ticinesi a lunghe ore di coda per venire a fare acquisti in Italia non favorisce certamente la vita economica del nostro paese. Ma sembra che tutte queste evidentissime motivazioni non interessino minimamente nè l'A.C. ne e soprattutto i vigili urbani. Che inspiegabilmente, ostinatamente, pervicacemente, ineffabilmente continuano a disinteressarsi di questo allucinante "imbuto" e dei suoi riflessi negativi!
giovedì 8 marzo 2012
per le donne..per il mondo..
Per le donne che attraversano l'Africa per arrivare sulle coste italiane, magari con in grembo il figlio nato dalle violenze subite nel viaggio e trovano il leghista di turno che dice di ributtarle a mare.. un pensiero per voi e un vaffanculo al mondo (e al leghista). Per le donne che, in tutto il mondo, vedono il proprio bambino morire di fame e malattie..un pensiero per voi e un vaffanculo al mondo. Per le ragazze dell'Ocean Bar e della pineta di Tradate un pensiero per voi e un vaffanculo al mondo. Per tutte le Paris Hilton e Breatney Spears del mondo, vaffanculo. Per voi, che questa sera uscirete con le amiche e vedrete lo strip del palestrato di turno, tornate a casa presto, domani é un altro giorno..si vedrà. (da LENNY 54)
sabato 3 marzo 2012
anche noi nel nostro piccolo
Ogni tanto in TV passa qualche servizio di ospedali, carceri o edifici pubblici in genere incompleti o abbandonati. Segno delle dissennatezze di amministratori pubblici incapaci e sicuramente poco responsabili. Anche noi nel nostro piccolo abbiamo un esempio. A Cremenaga esiste da 7 anni una moderna caserma dei Carabinieri; é stata abitata per qualche periodo da due famiglie di militari dell'Arma. Ora é disabitata e le sterpaglie stanno prendendo dimora. Comune di Cremenaga e Comunità Montana avevano scritto per proporre di acquistare l'immobile ma non hanno ottenuto nessun tipo di risposta. E dire che in zona esistono già altre 3 caserme abbandonate e in rovina...
giovedì 23 febbraio 2012
Senz'acqua ?
| Fontanella nel bosco, poco sopra Lavena. Foto presa il 21/1/12. Alla data del post e'completamente a secco. |
Alla trasparenza ... opaca della Amministrazione noi di Radiolavena siamo abituati, come ampiamente documentato nel blog, tuttavia questa mancanza di informazione fa montare una certa naturale esasperazione fra quei concittadini che si trovano ad affrontare quotidianamente pesanti difficolta' .
Riassumiamo gli eventi piu' recenti. La crisi di autunno e' stata dapprima attribuita, in un comunicato del Comune, ad un "abbassamento della falda" alla quale attinge il pozzo di piazza Sangiorgio. In seguito si sono annunciati lavori "di manutenzione" (definizione abbastanza curiosa per nientemeno che il ripristino di una falda). Pero', secondo voci raccolte, i lavori che sono poi stati compiuti avrebbero ripristinato non la falda, ma le condizioni di operativita' della parte profonda dell'impianto, decaduta negli anni a causa di processi del tutto "fisiologici" per questo genere di pozzi. Ma si tratta, ripetiamo, di voci.
La crisi attuale viene invece attribuita al gelo, che avrebbe causato rotture di varie condutture, difficili da localizzare. E' opportuno notare che anche nella vicina Svizzera si sono verificati problemi simili, seppure molto meno acuti; e che la' sono stati attribuiti alla combinazione fra gelo e siccita' (vedere qui ). Sembra quindi che si abbia a che fare con due fattori concomitanti: la siccita' da un lato, e l'inefficienza dell'acquedotto ( inclusi guasti di varia natura) dall' altro.
Sotto quest'ultimo profilo, la nostra rete idrica e' notoriamente malridotta. Secondo stime recenti, il 37% dell'acqua che entra in rete va dispersa prima di raggiungere l'utenza . E' un dato un po' superiore alla media provinciale, ma abbastanza in linea con la situazione nazionale. Ma cosi' e' sempre stato, se non peggio; eppure tanto a corto di acqua non ci si era mai trovati; e quindi questo elemento, da solo, non basta a spiegare la crisi presente. Se esso oggi diventa critico, e' perche' questo spreco si avvia rapidamene a diventare insostenibile, a causa della crescente inadeguatezza del rifornimento in entrata all'acquedotto. La quale, a sua volta, risulta dal concorso di due cause indipendenti : da una parte, la crescita dei consumi, e dall'altra l'impoverimento delle risorse idriche per cause naturali. Di anno in anno si moltiplicano gli allerta, vista la diminuzione sensibile dei depositi nevosi in alta quota, e l'alterazione del regime della pioggia. In particolare, da queste parti nel 2011 si sono visti la piu' calda primavera, ed il secondo piu'caldo autunno, dall'inizio delle registrazioni (Nota 1); e, per restare agli ultimi mesi, ci troviamo in regime di siccita' fin da settembre, salvo per qualche scarsa pioggia, e per la recente nevicata.
E' vero che il fatto di piazza Sangiorgio si e' verificato subito dopo una (striminzita) piovuta di alcuni giorni, pero' il rifornimento delle falde profonde non e'strettamente locale, e segue l' andamento delle precipitazioni, solo con un significativo ritardo . Quanto alla recente nevicata ... poca roba! anche se il forte gelo, mantenendocela fra i piedi cosi' a lungo, puo' averci fatto dimenticare la sua reale entita' (Nota 2). Per di piu', lo stesso gelo ne ha ritardato l'assorbimento; dal quale non c'e' comunque da aspettarsi gran beneficio, vista la eccezionale aridita' del suolo sul quale la neve e'caduta (vedi la fontana di sorgente nella foto).
Riassumiamo gli eventi piu' recenti. La crisi di autunno e' stata dapprima attribuita, in un comunicato del Comune, ad un "abbassamento della falda" alla quale attinge il pozzo di piazza Sangiorgio. In seguito si sono annunciati lavori "di manutenzione" (definizione abbastanza curiosa per nientemeno che il ripristino di una falda). Pero', secondo voci raccolte, i lavori che sono poi stati compiuti avrebbero ripristinato non la falda, ma le condizioni di operativita' della parte profonda dell'impianto, decaduta negli anni a causa di processi del tutto "fisiologici" per questo genere di pozzi. Ma si tratta, ripetiamo, di voci.
La crisi attuale viene invece attribuita al gelo, che avrebbe causato rotture di varie condutture, difficili da localizzare. E' opportuno notare che anche nella vicina Svizzera si sono verificati problemi simili, seppure molto meno acuti; e che la' sono stati attribuiti alla combinazione fra gelo e siccita' (vedere qui ). Sembra quindi che si abbia a che fare con due fattori concomitanti: la siccita' da un lato, e l'inefficienza dell'acquedotto ( inclusi guasti di varia natura) dall' altro.
Sotto quest'ultimo profilo, la nostra rete idrica e' notoriamente malridotta. Secondo stime recenti, il 37% dell'acqua che entra in rete va dispersa prima di raggiungere l'utenza . E' un dato un po' superiore alla media provinciale, ma abbastanza in linea con la situazione nazionale. Ma cosi' e' sempre stato, se non peggio; eppure tanto a corto di acqua non ci si era mai trovati; e quindi questo elemento, da solo, non basta a spiegare la crisi presente. Se esso oggi diventa critico, e' perche' questo spreco si avvia rapidamene a diventare insostenibile, a causa della crescente inadeguatezza del rifornimento in entrata all'acquedotto. La quale, a sua volta, risulta dal concorso di due cause indipendenti : da una parte, la crescita dei consumi, e dall'altra l'impoverimento delle risorse idriche per cause naturali. Di anno in anno si moltiplicano gli allerta, vista la diminuzione sensibile dei depositi nevosi in alta quota, e l'alterazione del regime della pioggia. In particolare, da queste parti nel 2011 si sono visti la piu' calda primavera, ed il secondo piu'caldo autunno, dall'inizio delle registrazioni (Nota 1); e, per restare agli ultimi mesi, ci troviamo in regime di siccita' fin da settembre, salvo per qualche scarsa pioggia, e per la recente nevicata.
E' vero che il fatto di piazza Sangiorgio si e' verificato subito dopo una (striminzita) piovuta di alcuni giorni, pero' il rifornimento delle falde profonde non e'strettamente locale, e segue l' andamento delle precipitazioni, solo con un significativo ritardo . Quanto alla recente nevicata ... poca roba! anche se il forte gelo, mantenendocela fra i piedi cosi' a lungo, puo' averci fatto dimenticare la sua reale entita' (Nota 2). Per di piu', lo stesso gelo ne ha ritardato l'assorbimento; dal quale non c'e' comunque da aspettarsi gran beneficio, vista la eccezionale aridita' del suolo sul quale la neve e'caduta (vedi la fontana di sorgente nella foto).
Si deve quindi considerare l' ipotesi, che le varie crisi siano manifestazioni di una unica patologia, la cui causa remota e' la siccita', grazie alla quale qualunque genere di guasto puo' far crollare le disponibilita' sotto la soglia critica. Ma se le cose stanno davvero cosi', allora, a meno di improvvisa virata del trend climatico, di crisi dobbiamo aspettarcene ancora e ancora .
Rimedi possibili? (1) trovare nuove fonti di approvvigionamento idrico (2) eliminare le perdite in rete (3) entrambe le cose.
E'ovvio che (2) e (1) sono in un certo senso complementari - per es. ridurre le perdite al 10% avrebbe lo stesso effetto che un aumento dell'approvvigionamento in entrata di poco meno del 43% . Le soluzioni identificabili per (1) sono: utilizzo di ulteriori sorgenti nel territorio ( ce ne sono alcune); allacciamento a un bacino di Cadegliano; rimessa in funzione dell' ímpianto di Captazione a lago . L'ultima si presenta assai costosa: infatti l'impianto e' stato fermato per via delle maligne alghe cianoficee, e non e' stato mai piu' riattivato per ragioni di quattrini. Infatti per tenere a bada le cianoficee occorre un diverso e molto piu'costoso sistema di filtraggio . Va pero' detto che (2) prevederebbe costi anche piu' pesanti (Nota 3), per cui (3), che sarebbe la soluzione ottimale, non sembra realistica con i tempi che corrono . Si tratta dunque di un problema di difficile soluzione.
Ma e' comunque un problema assai serio, e sarebbe assolutamente stolto aspettare che si risolva da solo, rimbalzando da una crisi all' altra, una pezza qui, un' altra la' - e magari, nelle pause fra una crisi e l'altra, impiantare qua e la' fontane futili e giulive. Impiego di denaro, quest' ultimo, che nella situazione presente appare, retrospettivamente, addirittura oltraggioso. Occorrono interventi di lunga portata , e un preliminare ineliminabile e' che le priorita'di spesa delle Amministrazioni vengano totalmente ridisegnate.
Rimedi possibili? (1) trovare nuove fonti di approvvigionamento idrico (2) eliminare le perdite in rete (3) entrambe le cose.
E'ovvio che (2) e (1) sono in un certo senso complementari - per es. ridurre le perdite al 10% avrebbe lo stesso effetto che un aumento dell'approvvigionamento in entrata di poco meno del 43% . Le soluzioni identificabili per (1) sono: utilizzo di ulteriori sorgenti nel territorio ( ce ne sono alcune); allacciamento a un bacino di Cadegliano; rimessa in funzione dell' ímpianto di Captazione a lago . L'ultima si presenta assai costosa: infatti l'impianto e' stato fermato per via delle maligne alghe cianoficee, e non e' stato mai piu' riattivato per ragioni di quattrini. Infatti per tenere a bada le cianoficee occorre un diverso e molto piu'costoso sistema di filtraggio . Va pero' detto che (2) prevederebbe costi anche piu' pesanti (Nota 3), per cui (3), che sarebbe la soluzione ottimale, non sembra realistica con i tempi che corrono . Si tratta dunque di un problema di difficile soluzione.
Ma e' comunque un problema assai serio, e sarebbe assolutamente stolto aspettare che si risolva da solo, rimbalzando da una crisi all' altra, una pezza qui, un' altra la' - e magari, nelle pause fra una crisi e l'altra, impiantare qua e la' fontane futili e giulive. Impiego di denaro, quest' ultimo, che nella situazione presente appare, retrospettivamente, addirittura oltraggioso. Occorrono interventi di lunga portata , e un preliminare ineliminabile e' che le priorita'di spesa delle Amministrazioni vengano totalmente ridisegnate.
Nota 1: Fonte: Meteo CH
Nota 2: Come insegna il Sindaco di Roma, per convertire i cm di neve in cm di acqua occorre dividerli per 10...
Nota 3: Uno degli argomenti piu' usati dal fronte favorevole alla privatizzazione dell'acqua e'stato proprio questo: la maggioranza dei Comuni Italiani dispone di acquedotti in condizioni disastrose, ma non ha le risorse finanziarie per ripararli .
lunedì 6 febbraio 2012
Era segretissimo/due
(precedente post del 26/12)
Possiamo dare ulteriori particolari sul progetto dell'isola artificiale sul nostro bacino lacustre. Innanzitutto si chiamerà "senza confini" ma vi si potrà accedere solo dalla sponda italiana (in questo caso i buoni uffici di Bignasca non hanno rimosso il veto delle autorità ticinesi ad un collegamento anche in territorio svizzero) L'entrata verrà fatta all'altezza della località Lido/cimitero mentre l'uscita sarà aperta di fronte all'albergo dei Pini. Per l'approvvigionamento idrico ci si servirà dell'impianto del comune di Brusino Arsizio che riesce a depurare dalla cadaverina l'acqua che capta dal lago. Per l'inizio dei lavori bisognerà aspettare sin dopo il 2013 quando saranno terminati i lavori sulla tratta FS Porto Ceresio/Arcisate; infatti per il trasporto di tutte le tecnologie e dei materiali necessari si pensa di ripristinare il pontile ferroviario di Porto Ceresio. Da qui infatti con le chiatte si proseguirà sino al golfo di Lavena. Questo per ovviare alle difficoltà che già adesso gli autocarri a 5 assi incontrano transitando per la località Cantine o nella strettoia di Ganna. Durante una delle ultime segretissime riunioni dei soggetti interessati a questo avveniristico progetto é stato dato per certo anche l'interessamento di un consigliere regionale lombardo. E' stato evidenziato come anche in questo caso si tratterà di "oliare" i suoi buoni uffici in sede di autorizzazioni. Questa eventualità ha incontrato il netto e adirato rifiuto dello sceicco, (principale azionista di questo progetto) il quale battendo sul tavolo il suo frustino tempestato di diamanti ha ricordato a tutti i presenti che al suo paese a chi dà o riceve tangenti viene mozzata la mano destra.
domenica 29 gennaio 2012
radioTresa
Si sta cercando di riportare a nuova vita la gloriosa Radio Tresa. Ecco il link:
http://www.youtube.com/radiotresa
Augurissimi !!!!
http://www.youtube.com/radiotresa
Augurissimi !!!!
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