I frontalieri sono una componente primaria di questa comunita' e della sua economia, e di quelle confinanti. Come tutti sapranno, da qualche tempo essi sono al centro di varie polemiche, di cui si gia' trovata traccia nel blog. La piu' recente e' stata generata da una indegna campagna promossa da qualcuno al di la' del confine. Per alcuni Sviluppi recentissimi , legati al cosiddetto "ristorno" , cliccare valganna.
mercoledì 6 ottobre 2010
lunedì 27 settembre 2010
c'era una volta il grotto
"Mortodalridere" e' risorto e ha lasciato un commento al post "questione di gusti parte III" che ci pare notevole. Speriamo che non abbia niente a ridire se lo ripubblichiamo come Post.
ho visto per caso una tv svizzera che parlava di grotti. Ho imparato che in svizzera il nome "grotto" e' tutelato e viene concesso solo a fronte di documentate caratteristiche di tipicita' e nostranita'. Infatti nella trasmissione hanno fatto l'esame a vari grotti ticinesi e hanno trovato molto da ridire. Con questo metro, in svizzera a chiamare grotti i posti che abbiamo all'exbagatt ci si becca una denuncia.
Forse loro sono un po' pignoli, ma pe rl'ennesima volta gli svizzeri ci fanno arrossire, visto che per loro i nomi e le memorie hanno un valore e invece noi abbiamo il coraggio di chiamare "grotti" in documenti ufficiali delle cose del genere. Complimenti alla amministrazione, che per prima dovrebbe tutelare le tipicita'. Ma il Sindaco non era svizzero?
La trasmissione l'abbiamo vista anche noi su RS1. Si chiama "Patti chiari". Cliccare qui
ho visto per caso una tv svizzera che parlava di grotti. Ho imparato che in svizzera il nome "grotto" e' tutelato e viene concesso solo a fronte di documentate caratteristiche di tipicita' e nostranita'. Infatti nella trasmissione hanno fatto l'esame a vari grotti ticinesi e hanno trovato molto da ridire. Con questo metro, in svizzera a chiamare grotti i posti che abbiamo all'exbagatt ci si becca una denuncia.
Forse loro sono un po' pignoli, ma pe rl'ennesima volta gli svizzeri ci fanno arrossire, visto che per loro i nomi e le memorie hanno un valore e invece noi abbiamo il coraggio di chiamare "grotti" in documenti ufficiali delle cose del genere. Complimenti alla amministrazione, che per prima dovrebbe tutelare le tipicita'. Ma il Sindaco non era svizzero?
La trasmissione l'abbiamo vista anche noi su RS1. Si chiama "Patti chiari". Cliccare qui
giovedì 16 settembre 2010
Progetti dall'oltre Tresa
GL Pozzi ci ha fatto pervenire copia di un Rapporto presentato da una apposita Commissione al Comune di Ponte Tresa (CH). Si tratta di un documento corposo e a tratti di non facile interpretazione, che tuttavia su alcuni punti non pare del tutto corrispondere a notizie di varia fonte apparse in questi giorni. Prima di tutto, a proposito dello status di questo documento, citiamo alla lettera:
Essendo impossibile presentare il Rapporto nel blog nella sua interezza, presentiamo una sintesi dei punti piu' importanti per noi Italiani, cosi' come li abbiamo capiti. Fra i vari progetti proposti , uno riguarda i collegamenti stradali e quelli con l'Italia in particolare. Esso si divide in due fasi successive.
1 fase: realizzazione di una galleria dalla attuale stazione ferroviaria alla Tresa. La galleria ospiterebbe sia il prolungamento della ferrovia fino alla riva della Tresa, sia una circonvallazione stradale. Su quest'ultima verrebbe dirottato il traffico attualmente gravante sul viadotto sul Lago (v. Nota 1). E' infatti obbiettivo primario del progetto l'eliminazione del viadotto , totale in una variante, e parziale (se ne conserverebbe una corsia) in un'altra variante, al fine di recuperare, tutta o in parte, la "fronte lago". Ambedue le varianti vengono definite fonti di immediato e indiscutibile beneficio per il Comune Svizzero sotto ogni aspetto (Nota 2.)
In questa fase si prevede un attraversam pedonale della Tresa con arrivo in piazza mercato, e la realizzazione in Italia di 900/1000 posti auto in zona pazza mercato.
2 fase: "studio di fattibilita'" per uscire dalla galleria direttam in Piazza Mercato (cioe', attraversam. della Tresa non piu' soltanto pedonale, ma anche stradale)(v. Nota 3). Qui sono necessarie opere da parte Italiana per accogliere e convogliare il relativo traffico, e al proposito sono in considerazione due varianti. Da quel che si capisce, una prevede copertura parziale della Dovrana, l'altra approderebbe piu' a Ovest su via Luino.
Queste soluzioni vengono esplicitamente definite soluzioni di compromesso nel rapporto, dovute al fatto che il valico al Madonnone appare ormai di difficile realizzazione visti gli atteggiam dei comuni italiani interessati.
Segnaliamo infine un'altra interessante idea, di realizzazione di una Piazza "transfrontaliera" sopra la Tresa nella zona contigua al ponte attuale.
Nota 1 per viadotto si intende la prosecuzione del Ponte in territorio svizzero, dalla dogana alla stazione ferroviaria.
Nota 2 difficile dissentire.
Nota 3 la possibile collocazione del capolinea della Ferrovia in Italia e' menzionata in una "Scheda Riassuntiva" ma, curiosamente, non nel testo del "Piano Viario".
2 fase: "studio di fattibilita'" per uscire dalla galleria direttam in Piazza Mercato (cioe', attraversam. della Tresa non piu' soltanto pedonale, ma anche stradale)(v. Nota 3). Qui sono necessarie opere da parte Italiana per accogliere e convogliare il relativo traffico, e al proposito sono in considerazione due varianti. Da quel che si capisce, una prevede copertura parziale della Dovrana, l'altra approderebbe piu' a Ovest su via Luino.
Queste soluzioni vengono esplicitamente definite soluzioni di compromesso nel rapporto, dovute al fatto che il valico al Madonnone appare ormai di difficile realizzazione visti gli atteggiam dei comuni italiani interessati.
Segnaliamo infine un'altra interessante idea, di realizzazione di una Piazza "transfrontaliera" sopra la Tresa nella zona contigua al ponte attuale.
Nota 1 per viadotto si intende la prosecuzione del Ponte in territorio svizzero, dalla dogana alla stazione ferroviaria.
Nota 2 difficile dissentire.
Nota 3 la possibile collocazione del capolinea della Ferrovia in Italia e' menzionata in una "Scheda Riassuntiva" ma, curiosamente, non nel testo del "Piano Viario".
giovedì 26 agosto 2010
Poste d'agosto
Ricevuto da mi.le.na.be:
L'ufficio di Poste Italiane di Lavena, piazza Matteoti, ha... il singhiozzo!
Da tempo é aperto e funzionante ( si fa per dire) solo tre giorni a sttimana, sabato rigorosamente escluso. Se l'impiegato a cui è affidato il servizio di sportello ha degli impedimenti,senz'altro legittimi, l'ufficio rimane chiuso con grave disagio dei potenziali utenti, che non hano nemmeno il conforto di una comunicazione d'avviso. La settimana dopo Ferragosto ho trovato in buca lettere un avviso per il ritiro di... sigla e numero di "qualcosa" non meglio identificabile, ameno per il profano. Sulla cartolina è stampigliato il timbro: ritirare da lunedì a venerdì, dalle 8.30 alle 14.30, a cominciare da domani. Era mercoledì, fiduciosa parto il giovedì mattina ( il portalettre mi ha scritto " da doman" quindi...): come avrei dovuto prevedere, l'ufficio era chiuso. Riparto fiduciosa venerdì mattina ( il venerdì è giorno canonico, quindi...) : imprevedibilmente l'ufficio è ancora chiuso . Nessun avviso o cartello che spieghi l'accaduto. Una pazientissima signora di mezz'età, seduta sulla panca accanto all'entrata, pesantemente sbarrata, dell'ufficio mi rassicura: - Oh, aprono sa... manderanno qualcuno, forse dopo le undici... - e mi sorride rassegnata.
Torn a casa e telefono all'ufficio centrale di Ponte Tresa, facendo presente che non potevo ritirare l'oggetto misterioso del quale ero stata avvisata e che c'era gente che aspettava eroicamente ,sotto il sole d'agosto, che qualcuno aprisse le porte dell'ufficio di Lavena.
La capufficio mi risponde che non era andato nessuno a prendere le chiavi, che non sapeva spiegarsi l'accaduto e che non era responsabile del disservizio, ecc ecc. Mi sono fatta indicare il responsabile: la sede provinciale di Poste Italiane a Varese. Telefono al centralino e chiedo del responsabile dell'ufficio reclami: inevitabilmente è in ferie. Imbufalita, esigo che mi si passi il responsabile della gestione del personale, e, dopo qualche tentativo e la richiesta del numero diretto, parlo con un gentilissimo funzionario che mi comunica, oltemodo dispiaciuto, che la persona incaricata dell'apertura a Lavena aveva avuto un incidente imprevisto con l'auto e che non aveva preso regolare servizo. Chiedo come mai non è stato sostituito da un impiegato della sede centale di Ponte Tresa, come mi parrebbe ovvio. Mi risponde che ( testuale) " non sono in grado di supplire...quelli bravi sono in ferie, uno è nuovo e l'altro non se la sente".
Allibisco. Avevamo un servizio pubblico statale, che è stato privatizzato privilegiando l'aspetto bancario rispetto alla cura della corrispondenza; il personale e i servizi si sono ridotti, le tariffe sono aumentate e il risultato è questa vicenda paradossale, in cui un funzionario riconosce che i suoi impiegati "non sono in grado" di aprire uno sportello per i quattro pensionati e i due turisti che viaggiano in Lavena al 20 di agosto. Ricevo l'assicurazione che, se "riusciremo a mandare qualcuno" l'ufficio aprirà almeno per un paio d'ore e, gentilissimamente, mi avrebbero comunicato personalmente se e qualora ciò si fosse verificato.
Naturalmente la telefonata desolata del solerte responsabile della gestione del personale mi informa che per questa settimana non sarà possibile, se ne riparlerà lunedì 23.
Stamani un avviso informava gli utenti che l'ufficio avrebbe aperto dalle ore 11.30 alle 14.30. Nemmeno una parola di scuse per il mancato servizio. Le due signore che aspettavano pazientemente sulla stessa panchina, mi hanno guardato rassegnate : erano solo le undici e dieci, mezz'ora più, mezz'ora meno... l'importante è che, almeno, non piova.
L'ufficio di Poste Italiane di Lavena, piazza Matteoti, ha... il singhiozzo!
Da tempo é aperto e funzionante ( si fa per dire) solo tre giorni a sttimana, sabato rigorosamente escluso. Se l'impiegato a cui è affidato il servizio di sportello ha degli impedimenti,senz'altro legittimi, l'ufficio rimane chiuso con grave disagio dei potenziali utenti, che non hano nemmeno il conforto di una comunicazione d'avviso. La settimana dopo Ferragosto ho trovato in buca lettere un avviso per il ritiro di... sigla e numero di "qualcosa" non meglio identificabile, ameno per il profano. Sulla cartolina è stampigliato il timbro: ritirare da lunedì a venerdì, dalle 8.30 alle 14.30, a cominciare da domani. Era mercoledì, fiduciosa parto il giovedì mattina ( il portalettre mi ha scritto " da doman" quindi...): come avrei dovuto prevedere, l'ufficio era chiuso. Riparto fiduciosa venerdì mattina ( il venerdì è giorno canonico, quindi...) : imprevedibilmente l'ufficio è ancora chiuso . Nessun avviso o cartello che spieghi l'accaduto. Una pazientissima signora di mezz'età, seduta sulla panca accanto all'entrata, pesantemente sbarrata, dell'ufficio mi rassicura: - Oh, aprono sa... manderanno qualcuno, forse dopo le undici... - e mi sorride rassegnata.
Torn a casa e telefono all'ufficio centrale di Ponte Tresa, facendo presente che non potevo ritirare l'oggetto misterioso del quale ero stata avvisata e che c'era gente che aspettava eroicamente ,sotto il sole d'agosto, che qualcuno aprisse le porte dell'ufficio di Lavena.
La capufficio mi risponde che non era andato nessuno a prendere le chiavi, che non sapeva spiegarsi l'accaduto e che non era responsabile del disservizio, ecc ecc. Mi sono fatta indicare il responsabile: la sede provinciale di Poste Italiane a Varese. Telefono al centralino e chiedo del responsabile dell'ufficio reclami: inevitabilmente è in ferie. Imbufalita, esigo che mi si passi il responsabile della gestione del personale, e, dopo qualche tentativo e la richiesta del numero diretto, parlo con un gentilissimo funzionario che mi comunica, oltemodo dispiaciuto, che la persona incaricata dell'apertura a Lavena aveva avuto un incidente imprevisto con l'auto e che non aveva preso regolare servizo. Chiedo come mai non è stato sostituito da un impiegato della sede centale di Ponte Tresa, come mi parrebbe ovvio. Mi risponde che ( testuale) " non sono in grado di supplire...quelli bravi sono in ferie, uno è nuovo e l'altro non se la sente".
Allibisco. Avevamo un servizio pubblico statale, che è stato privatizzato privilegiando l'aspetto bancario rispetto alla cura della corrispondenza; il personale e i servizi si sono ridotti, le tariffe sono aumentate e il risultato è questa vicenda paradossale, in cui un funzionario riconosce che i suoi impiegati "non sono in grado" di aprire uno sportello per i quattro pensionati e i due turisti che viaggiano in Lavena al 20 di agosto. Ricevo l'assicurazione che, se "riusciremo a mandare qualcuno" l'ufficio aprirà almeno per un paio d'ore e, gentilissimamente, mi avrebbero comunicato personalmente se e qualora ciò si fosse verificato.
Naturalmente la telefonata desolata del solerte responsabile della gestione del personale mi informa che per questa settimana non sarà possibile, se ne riparlerà lunedì 23.
Stamani un avviso informava gli utenti che l'ufficio avrebbe aperto dalle ore 11.30 alle 14.30. Nemmeno una parola di scuse per il mancato servizio. Le due signore che aspettavano pazientemente sulla stessa panchina, mi hanno guardato rassegnate : erano solo le undici e dieci, mezz'ora più, mezz'ora meno... l'importante è che, almeno, non piova.
Ciascuno può trarre la morale da questo apologo estivo, del tutto reale e comprovato : perchè ci sono aspetti della vita nei quali riflettere, al di là dei luoghi comuni ( privato= efficienza; pubblico= disservizio) può essere bello e istruttivo.
lunedì 26 luglio 2010
Bandiera Nera
Tutti sapranno che Legambiente ha rifilato al nostro Comune la bandiera nera per la cattiva gestione dei suoli (articolo in Varesenews qui ). In effetti le piu' importanti scelte recenti di questa Amministrazione (che pure in parte maggiore o minore ricalcano scelte di Amministr. precedenti), cioe' Bennet e ex-Bagat , lasciano sgomenti. Riportiamo 1) contributo di GL Pozzi, 2) estratto di lettera aperta inviata ai Consiglieri Comunali dal Circolo locale di Legambiente .
1) Pozzi:
la bandiera nera a Lavena Ponte Tresa è il risultato logico per tutto quanto è già stato criticato nel passato. Per due terzi la nostra popolazione è composta da persone che sono arrivate da noi per lavoro e purtroppo le varie Amministrazioni hanno fatto quanto necessario per agevolare gli immigrati "senza però pensare che qualche decennio dopo quell'edilizia dissennata, senza una linea guida atta solo a creare un grande dormitorio per i frontalieri e un centro commerciale all'aperto per il Franco Svizzero avrebbe presentato il conto". Infatti oggi, se pensiamo al futuro, dovremmo iniziare a buttar giù tante brutture edilizie per ridare spazio alla natura che è la base necessaria per poter uscire dall'impasse frontalierato/commercio con il Franco CH ed affrontare l'argomento "turismo" con armi appropriate. Invece!!?? solo a guardare le ultime costruzioni in corso e i progetti già presentati c'è da chiedersi "in che mondo vivono i nostri Amministratori" che, a quanto pare ritengono la diminuzione del lavoro nel Ticino e e quella del commercio transfrontaliero un qualche cosa di passeggero.......!
Io ho avuto l'occasione di vedere il progetto atto a rimodulare il traffico a Ponte Tresa Svizzera. Non è solo un progetto ma qualcosa approvato dalle superiori istanze con tanto di finanziamento e di permessi per l'inizio dei lavori. Bene, questo progetto che, se qualcuno non lo recupera prima lo farò pubblicare io dopo la metà di Agosto, prevede semplicemente la sparizione dell'attuale viadotto sul lato svizzero che diventerebbe un passaggio ciclabile o pedonale. Cioè si è puntato a recuperare e riavvicnare al lago quella parte che tantissimi anni fà era lambita dalle onde. Da noi invece? Ogni spazio a lago diventa o un posteggio, o un'opportunità per costruire inutili alberghi e similari. L'unico incentivo "turistico" che i nostri Amministratori conoscono è il "nuovo centro commerciale con caos viario incorporato". Ribadisco un concetto già espresso in un altro intervento. Ho l'impressione che lo scopo primario dei nostri Amministratori è quello di "fare cassa" e non quello di pensare a Lavena Ponte Tresa futura. Se è cosi lo dicano apertamente e chiariscano una volta per tutte che, secondo loro, il nostro paese è condannato a vivere solo di commercio e frontalierato per cui alè con cemento e affini e...accendiamo una candela alla Madonna della Porta!!
Gianluigi
2) Lettera aperta di Ceresium (a proposito del Piano Integrato di Intervento denominato "I Grotti"):
Questo e’ l’ultimo atto di una storia ormai trentennale che ha visto lo stravolgimento progressivo di una delle zone piu’ caratteristiche del nostro paese, attraverso una serie di interventi devastanti. Da un fatto compiuto all’altro, con l’acquiescenza di varie Amministrazioni, questa zona e’ ormai ambientalmente, urbanisticamente, e architettonicamente irriconoscibile. Al punto che , per trovare tracce dei “Grotti”, strutture tipiche del nostro lago, occorre andare in altri Comuni, o in Svizzera! dove tuttora prosperano: a schiacciante confutazione della scelta che qui da noi invece li ha sacrificati a una bislacca idea di promozione economica, il cui insuccesso e’ sotto gli occhi di tutti. Dei Grotti, in questo Comune, rimane solo il titolo che qualcuno ha voluto dare a questo PII, non si sa se per scherno o per macabro umorismo.
Valorizzare la peculiarità del territorio senza snaturarne l’identità è la carta da giocare per la sostenibilità dello sviluppo economico del paese. Ma non bastano le belle parole sulla vocazione turistica se poi, passando dalle parole ai fatti, si intaccano sistematicamente proprio le fondamenta sulle quali questa favoleggiata vocazione dovrebbe reggersi. (per leggere il seguito della lettera, v. il sito di Ceresium qui.)
1) Pozzi:
la bandiera nera a Lavena Ponte Tresa è il risultato logico per tutto quanto è già stato criticato nel passato. Per due terzi la nostra popolazione è composta da persone che sono arrivate da noi per lavoro e purtroppo le varie Amministrazioni hanno fatto quanto necessario per agevolare gli immigrati "senza però pensare che qualche decennio dopo quell'edilizia dissennata, senza una linea guida atta solo a creare un grande dormitorio per i frontalieri e un centro commerciale all'aperto per il Franco Svizzero avrebbe presentato il conto". Infatti oggi, se pensiamo al futuro, dovremmo iniziare a buttar giù tante brutture edilizie per ridare spazio alla natura che è la base necessaria per poter uscire dall'impasse frontalierato/commercio con il Franco CH ed affrontare l'argomento "turismo" con armi appropriate. Invece!!?? solo a guardare le ultime costruzioni in corso e i progetti già presentati c'è da chiedersi "in che mondo vivono i nostri Amministratori" che, a quanto pare ritengono la diminuzione del lavoro nel Ticino e e quella del commercio transfrontaliero un qualche cosa di passeggero.......!
Io ho avuto l'occasione di vedere il progetto atto a rimodulare il traffico a Ponte Tresa Svizzera. Non è solo un progetto ma qualcosa approvato dalle superiori istanze con tanto di finanziamento e di permessi per l'inizio dei lavori. Bene, questo progetto che, se qualcuno non lo recupera prima lo farò pubblicare io dopo la metà di Agosto, prevede semplicemente la sparizione dell'attuale viadotto sul lato svizzero che diventerebbe un passaggio ciclabile o pedonale. Cioè si è puntato a recuperare e riavvicnare al lago quella parte che tantissimi anni fà era lambita dalle onde. Da noi invece? Ogni spazio a lago diventa o un posteggio, o un'opportunità per costruire inutili alberghi e similari. L'unico incentivo "turistico" che i nostri Amministratori conoscono è il "nuovo centro commerciale con caos viario incorporato". Ribadisco un concetto già espresso in un altro intervento. Ho l'impressione che lo scopo primario dei nostri Amministratori è quello di "fare cassa" e non quello di pensare a Lavena Ponte Tresa futura. Se è cosi lo dicano apertamente e chiariscano una volta per tutte che, secondo loro, il nostro paese è condannato a vivere solo di commercio e frontalierato per cui alè con cemento e affini e...accendiamo una candela alla Madonna della Porta!!
Gianluigi
2) Lettera aperta di Ceresium (a proposito del Piano Integrato di Intervento denominato "I Grotti"):
Questo e’ l’ultimo atto di una storia ormai trentennale che ha visto lo stravolgimento progressivo di una delle zone piu’ caratteristiche del nostro paese, attraverso una serie di interventi devastanti. Da un fatto compiuto all’altro, con l’acquiescenza di varie Amministrazioni, questa zona e’ ormai ambientalmente, urbanisticamente, e architettonicamente irriconoscibile. Al punto che , per trovare tracce dei “Grotti”, strutture tipiche del nostro lago, occorre andare in altri Comuni, o in Svizzera! dove tuttora prosperano: a schiacciante confutazione della scelta che qui da noi invece li ha sacrificati a una bislacca idea di promozione economica, il cui insuccesso e’ sotto gli occhi di tutti. Dei Grotti, in questo Comune, rimane solo il titolo che qualcuno ha voluto dare a questo PII, non si sa se per scherno o per macabro umorismo.
Valorizzare la peculiarità del territorio senza snaturarne l’identità è la carta da giocare per la sostenibilità dello sviluppo economico del paese. Ma non bastano le belle parole sulla vocazione turistica se poi, passando dalle parole ai fatti, si intaccano sistematicamente proprio le fondamenta sulle quali questa favoleggiata vocazione dovrebbe reggersi. (per leggere il seguito della lettera, v. il sito di Ceresium qui.)
sabato 24 luglio 2010
Turismo e pianoforti
le Amministrazioni Comunali che ci smontano il paesaggio, ci spiegano che lo fanno per le superiori necessita' della Promozione Turistica. Ci fanno sentire come il protagonista della storiella che segue:
un tale aveva un vicino di casa molto misterioso. Costui si portava a casa attrezzi e materiali di ogni genere, poi si chiudeva nel suo cortile, e lui lo sentiva che martellava e trapanava fino a sera tarda. Essendo alquanto curioso, spiava tutti quegli andirivieni, e cosi' annoto' l'arrivo , fra altre cose, di quattro ruote di auto, una dopo l'altra , poi delle parti di un motore completo, poi di vari pezzi di carrozzeria. Quando vide arrivare anche il volante e gli pneumatici non si contenne piu', e intervisto' direttamente l'enigmatico vicino.
"Buongiorno, come va... (eccetera),...ho visto che sta fabbricando qualche cosa li' da lei...forse...non sara' mica una specie di automobile? o cosa?"
E l'altro, gelido :
"Automobile? e perche' mai?"
"Ma, beh...insomma, le ruote, il volante?"
"Ma quale automobile!! ma di che s'impiccia lei? io sto costruendo un pianoforte, caro signore! un PIANOFORTE!"
un tale aveva un vicino di casa molto misterioso. Costui si portava a casa attrezzi e materiali di ogni genere, poi si chiudeva nel suo cortile, e lui lo sentiva che martellava e trapanava fino a sera tarda. Essendo alquanto curioso, spiava tutti quegli andirivieni, e cosi' annoto' l'arrivo , fra altre cose, di quattro ruote di auto, una dopo l'altra , poi delle parti di un motore completo, poi di vari pezzi di carrozzeria. Quando vide arrivare anche il volante e gli pneumatici non si contenne piu', e intervisto' direttamente l'enigmatico vicino.
"Buongiorno, come va... (eccetera),...ho visto che sta fabbricando qualche cosa li' da lei...forse...non sara' mica una specie di automobile? o cosa?"
E l'altro, gelido :
"Automobile? e perche' mai?"
"Ma, beh...insomma, le ruote, il volante?"
"Ma quale automobile!! ma di che s'impiccia lei? io sto costruendo un pianoforte, caro signore! un PIANOFORTE!"
lunedì 19 luglio 2010
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