martedì 12 febbraio 2013

Giorno della memoria - segue

Dalla rivista "NUNATAK" storie, cultura, lotte della montagna - estratto della testimonianza del partigiano ELIA SOMENZI "Ora, don Bussa aveva preparato una casa delle vacanze per i bambini (ndr ebrei, scappati dai treni diretti ai campi di concentramento)..Quando era il momento opportuno si partiva da Milano - Varese e Varese-Cadegliano. A Cadegliano c'era una signora che aveva lavorato in filanda a Lavena, che oramai non lavorava più, faceva la contadina e nel fienile aveva preparato, in mezzo alle balle di fieno, un corridoio con delle specie di giacigli dove si mettevano a riposare i bambini in attesa di portarli in Svizzera...d'accordo con il capo dei contrabbandieri e dei pescatori, che ci aveva mostrato il punto in cui loro passavano per andare in Svizzera, ci diceva quando era il momento di portare i bambini verso la frontiera. In quegli anni su tutto il confine c'era una rete metallica alta 5 metri con dei campanelli, che bastava toccarla e arrivavano le pattuglie. Loro cosa facevano, andavano verso Luino, facevano suonare i campanelli, tutte le pattuglie correvano verso Luino e noi passavamo attraverso quell'apertura che avevano preparato loro.. Mi ricorderò sempre il Primo Maggio: al mio paese, dove il lago si restringe e dall'altra parte c'é una frazione che si chiama La Torrazza, i fuoriusciti, con il garofano rosso all'occhiello, si presentavano in quel punto lì mentre i loro parenti stavano sulla sponda italiana. La banda (ndr che era in Svizzera)suonava gli inni comunisti e anarchici ed é lì che ho conosciuto Bandiera Rossa, l'Internazionale e tutti questi canti. Da Varese arrivavano le camicie nere con le mitragliatrici puntate su questa gente. Era una cosa assurda perché non potevano sparare. E lì ho cominciato a capire, oltre ai racconti di mio nonno, cosa voleva dire per le persone la ricerca della libertà."

1 commento:

mile.na.be ha detto...

Testimonianza toccante e significativa di cosa è stata la resistenza più "normale", quella senza fucili e senza bandiere, ma portata avanti in silenzio e in segreto da persone "normali".
Quante vite si sono salvate e quante, purtroppo, si sono perse, fra questi oscuri eroi inconsapevoli. In questi tempi di pochezza morale, in cui si guarda, prima di tutto, al proprio vantaggio e tornaconto, queste vicende dovrebbero esserci di monito e farci vergognare dell'uso che abbiamo fatto di quella Libertà, a tanto prezzo conquistata.