lunedì 16 giugno 2008

Contro l'architettura.

Qualche tempo fa e' uscito nella Rivista di Lugano un articoletto a proposito degli oltraggi al paesaggio del nostro lago, gia' perpetrati o in gestazione, che sono direttamente attribuibili alla "architettura creativa". L'ovvio riferimento era al mostro di Campione, e a quel che si sentiva trapelare a proposito della "Romantica". Anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo l'onore di servire da "corpus vile" per le esercitazioni fuori porta di questa... poca arte, e molto mestiere, .... secondo la quale il mondo esterno esiste solo per essere ridisegnato. Adesso e' uscito da Boringhieri un libretto di F. La Cecla, il cui titolo e' quello di questo post; gli interessati possono vedere il link a lato. Qui riportiamo una recensione.

Mai come adesso l’architettura è di moda. Nelle riviste, nei quotidiani, in televisione le opere delle superstar dell’architettura sono oggetto della curiosità di lettori che prima erano completamente digiuni in materia. Eppure mai come adesso l’architettura è lontana dall’interesse pubblico, incide poco e male sul miglioramento della vita della gente. A volte ne peggiora le condizioni dell’abitare. Questo accade perché l’architettura è diventata un gioco autoreferenziale, tutta incentrata sulla «firma», sulla genialità del singolo architetto, genialità che è quotata nella borsa della moda al pari di un qualunque brand. L’architettura ha molta più influenza nel bene e nel male sulle condizioni dell’abitare in una città. Gli architetti però si rifugiano in una artisticità che li esclude da qualunque responsabilità. Purtroppo ad essi spesso viene affidata la trasformazione di interi pezzi di città, trasformazioni che spesso compiono con incompetenza, superficialità e convinti che si tratti di un gioco formale. Le città funzionano diversamente; sono il territorio profondo su cui agisce l’inconscio collettivo, sono il luogo delle appartenenze e dei conflitti. Questo libro invita ad abbandonare le archistar al loro egoismo e ad accettare che l’architettura ha esaurito la sua funzione. Oggi c’e bisogno di altro, soprattutto nella situazione di emergenza in cui le città e l’ambiente rischiano di diventare sempre più inabitabili.

Insomma, non se ne puo' proprio piu'. Non tanto degli architetti, quanto di tutti quegli amministratori, che gratificano gli architetti di un potere mai visto di aggredire e trasformare l'esistente. Pare che siano affascinati dal glamour che circonda la nobile attivita' ... chissa' mai che non ne resti un po' appiccicato anche a loro. E poi, male che vada, alle critiche potranno sempre rispondere "mah, lo sapete come sono gli architetti...". Percio' imparano in fretta il gergo minimo che serve a friggere l'aria in maniera architettonica, e vai con le declamazioni. E se poi fra i cittadini , che li hanno eletti, qualcuno trova che l'elegante creazione sembra piuttosto una dolorosa deiezione di sassi e di cemento, allora l'insolente viene severamente redarguito . Come si permette, lo zotico, di criticare? E' forse un architetto ? che presunzione!
Presuntuosi? noi? solo perche' rifiutiamo la parte del selvaggio Venerdi' di fronte all' Uomo Bianco? Di farci appendere una sveglia al collo, a noi non ci va proprio. Sara' che siamo rusticani, ma, firmata o no, la sveglia al collo la troviamo imbarazzante.

lunedì 9 giugno 2008

Concorso a Premi: l'Oggetto Misterioso.

Visto che "L'Immaginazione al Potere" o non c'e' oppure presenta sintomi di patologie di tipo allucinatorio (vedere le foto a lato), il Pozzi pensa che dobbiamo mettercene un po' noi. Ed ecco cosa propone :


Ohila'!! ! Sveglia , ragazzi, che fra poco i nostri amministratori, vestiti a festa con tutto l'ambaradan ed in pompa magna, ci faranno l'onore di inaugurare quegli assemblaggi di cemento armato e di cubetti di porfido denominati "terzo lotto del parco acquatico"; dove non si capisce se la parola parco è capitata li per caso o se ce l'hanno messa apposta, per far capire a tutti che, per loro, togliere del verde e dello spazio ai cittadini, per metterci posteggi e colate di cemento, vuol dire creare dei parchi.
Comunque, considerando il denaro pubblico investito, penso che si
debba collaborare attivamente, e quindi lancio un concorso per dare un nome a quel blocco di cemento armato con tanto di circonvallazione e ringhiera che si trova davanti all'oratorio.Il oncorso si divide in due parti:
1. Indovinare come lo hanno chiamato i famosi architetti milanesi che lo hanno ideato,
2. Dare un nomignolo all'opera.
Chi si avvicinerà di più al nome originale, e l'ideatore del nomignolo più caratteristico, che i frequentatori del Blog dovranno votare tra quelli pervenuti, verranno invitati a una serata con pizza e birra. Forza, dimostriamo che siamo anche capaci di proporre qualche cosa (logicamente senza cadere nella volgarità).

Radiolavena: l'idea e' apprezzabile. Noi, pero', per il momento non ci pronunceremo su questa opera. Il Consul Providentissimus ha chiesto di sospendere il giudizio, fino al completamento dei lavori ; vedi il commento del Sindaco al post "Odissea a Lavena", in cui si e' reso garante del valore delle opere....responsabilita' che a noi, nei suoi panni, toglierebbe il sonno fino a data indeterminata. Ma comunque l'audacia merita rispetto, e percio' , fin che l'ultimo nastro non sara' stato tagliato, zitti. Dopo, parleremo.
In ogni modo, ci pare un eccesso di considerazione stare a chiedersi quale nome diano gli artefici a questo prodotto dei loro ingegni.

lunedì 12 maggio 2008

rifiuti ovunque?

Segnaliamo il post di venerdi' 2 maggio nel blog di ceresium (link a lato), in cui si parla di spazzatura abbandonata in localita' Belvedere. Sottolineiamo quel post non per fini polemici verso le autorita' cui compete la rimozione - siamo certi che prenderanno i provvedimenti necessari- ma bensi' per constatare che il problema dell'abbandono di spazzatura si sta facendo sempre piu' serio, e non sembra realistico pensare di poterlo tenere a bada soltanto con periodici interventi di rimozione. Lo scandalo a margine della strada Ardena- marchirolo e' annoso e notissimo; gli interventi di pulizia si ripetono, ma poi si torna sempre daccapo. Mesi fa e' saltata fuori una discarica abusiva di proporzioni mostruose nei boschi fra Fabiasco e Montegrino (vedere il Forum Valganna). Gli argini della Dovrana a valle della strada per Luino torneranno presto, temiamo, alla condizione disgustosa in cui erano da tempo, prima della recente ripulitura: cosa tanto piu' inaccettabile, in quanto, grazie al mercato, la zona e' forse la piu' frequentata da visitatori di passaggio in questo paese. Bella vetrina davvero!
Ma basta un po' di attenzione, per rendersi conto che l'abbandono indiscriminato di rifiuti di piccola taglia e' ormai praticamente ubiquo nel nostro territorio. Certi siti sono presi particolarmente di mira: vedi le immediate attinenze del Captatore ...su quei luoghi pare proprio che incomba una maledizione, non bastava il contiguo ex-Bagat.
Tutto cio' rende paradossale l'aria di superiorita' che su queste sponde e' unanimemente riservata ai napoletani: "si', va bene, non avranno piu' discariche, ne' impianti di smaltimento ; ma, vogliamo dirla tutta? sono anche un po' sporcaccioni..." Se proprio vogliamo dirla tutta, allora diciamo anche che la specie degli imbecilli sporcaccioni e' abbondantemente rappresentata anche qui da noi. Questa conclusione e' inconfutabilmente provata dalle evidenti tracce che costoro disseminano dove gli capita. Gli interventi di rimozione sono inevitabili, ma se dovessero diventare una "routine", cio' equivarrebbe ad una implicita presa d'atto. No no e poi no! ci vuole repressione. Oltretutto, "tolleranza zero" e' una espressione di moda di questi tempi.
Non e' dunque il caso di pensare a sanzioni pesanti e inflessibili, da far perdere per sempre il vizio?
Altrimenti, bisognera' pensarci cento volte prima di rendere piu' facilmente accessibili "al Cittadino" le zone verdi. A certi "cittadini" bisogna rendere accessibili tutt'al piu' ... i porcili.

lunedì 5 maggio 2008

Ci siamo ancora

ci ha scritto un po' di gente che si chiede che fine abbiamo fatto. Avete ragione: ci siamo un po' distratti. Sono in effetti successe varie cose, al cui cospetto gli starnazzamenti all'ombra del moncaslano suonano assai flebili. Non alludiamo alle elezioni politiche, ma bensi' a vari eventi su scala planetaria, che rendono preoccupante il prossimo futuro ( e speriamo solo il prossimo ). In sostanza, alla "civilta' occidentale" e al suo modello di sviluppo (ormai globale peraltro) cominciano a pervenire raffiche di preavvisi e notifiche di conti da pagare. Crisi finanziarie, esaurimento delle risorse , ogni giorno si accende una nuova spia rossa. Tutto ampiamente previsto, ma sembrava una cosa cosi' remota nel futuro...
L'inossidabile idea, fatta propria dalle maggiori ideologie del secolo passato, che il progresso e' inarrestabile, e quindi la storia evolve inevitabilmente verso il meglio, entra finalmente in crisi. Sempre piu' gente comincia a capire che questa idea non e' una verita' ne' di scienza ne' di fede, ma piuttosto una superstizione - e, come tutte le superstizioni, e' basata sulla ignoranza. Oggi Repubblica (ma non e' il primo giornale a farlo) registra con malcelata inquietudine che certe tesi no-global sono fatte proprie nientepopodimeno che - da chi? dai soliti ambientalisti , il famigerato Pecoraro? o da Celentano? ma pensasse a cantare! o da Dario Fo, quel saltimbanco comunista ? nooo! nientepopodimeno che dal professor Giulio Tremonti! Benvenuto, diciamo noi, era ora che il professore si ricordasse di essere un figlio della Alma Mater Ticinensis, e delle responsabilita' che gliene vengono.
E tuttavia, inconsapevoli delle scure nubi che si addensano all'orizzonte, i soliti noti insistono. Iersera Report ci ha proposto un agghiacciante elenco di cio' che a suon di "accordi di programma", e "programmi integrati", e "aumenti di volume in deroga", si prepara a Roma e a Milano; rendendoci fra l'altro noto, che prestissimo l'Italia sara' rimasta l'unico paese UE (occidentale) a non porre limiti al consumo di territorio.
Viene davvero da piangere. Se cio' puo' accadere in una citta' unica al mondo, che contiene un patrimonio soverchiante di memorie storiche, e una cittadinanza ben consapevole , a chi volete che importi qualcosa dell'insignificante Lavena , e del minuscolo pezzettino di Insubria su cui sorgeva la Filanda ?
E quindi, si va avanti cosi'. Noi ci siamo ancora, e le cose a Lavena continuano al solito modo. I traffici in zona ex-Bagat sembrano essersi avvitati in un inconcludente pasticciamento, con il beneplacito del "livello intermedio di Governo" noto come Comunita' Montana; il quale, dal canto suo, e' impegnato ad assolvere il suo scopo primario, che e' quello di garantire la propria sopravvivenza. Lavena continua ad essere un operoso laboratorio della scuola urbanistica che si ispira al prestigioso "stile di Barbie" ( vedere il vezzoso giardinetto dalle parti della chiesa). Per quanto impressionato, il turista occasionale insiste tuttavia a chiedere ai passanti cosa e' quella roba biancastra che ogni tanto entra nel lago in certi punti. Dalle parti della Filanda tutto tace, ma si puo' star certi che il brain trust e' infaticabilmente all'opera per produrre le maledette autorizzazioni ( "insomma cosa rompono i c.. questi della Sovrintendenza, adesso che i Verdi li abbiamo fottuti? ")

mercoledì 19 marzo 2008

Serve davvero la Comunita' Montana?

Il forum Valganna ha ospitato vari interventi su questo tema , incluso quello della Presidente (link nella colonna di destra, in basso: una volta nel Forum, selezionare "la nostra valle" dall'indice ). E' andata a finire, che si e' svolto un pubblico incontro, cui hanno partecipato quasi tutti i Sindaci, ma pochi comuni cittadini. Ci pare - ma non ne siamo certi - di aver capito che, con questi partecipanti, la conclusione sia stata che la CM serve, eccome !

giovedì 13 marzo 2008

2008 - Odissea a Lavena ?

Per molto tempo non si e' saputo in cosa di preciso consistesse il "Lotto 3" a Lavena. Adesso i lavori sono in pieno svolgimento, e si comincia a capire quasi tutto. E anche qui le brutte sorprese non mancano. Va ricordato che questo Lotto era una eredita' della non rimpianta amministrazione Mina, reso in qualche misura necessario dalla sciagurata messa in atto della baraccopoli acquatica . La quale, come sappiamo, aveva avuto varie amene conseguenze, tipo quella di spedire gli anziani ...negli spogliatoi del tennis .
E' senz'altro una ottima cosa che i campi da tennis vengano salvati, in variante alle nefaste intenzioni della Signora; e vengano ri-dotati di spogliatoi, salvando cosi' almeno in parte quello che fu uno dei migliori impianti scoperti - se non il migliore in assoluto - di tutto l'alto varesotto; il cui grave difetto, agli occhi di alcuni, puo' esser stato, di non essere pacchiano abbastanza. Oltre a questo, il 3 Lotto aveva molte potenzialita' a priori , una volta tanto positive. Con tanto maggiore rammarico dobbiamo prendere atto di quel che vediamo : una incomprensibile overdose di cemento, al servizio della Futilita' eretta a valore estetico.
Per fare un esempio: dalle parti di quel che resta del tennis si e' repentinamente materializzato il massiccio affare di cemento che si vede nella foto. Questa presenza si impone alla attenzione dei passanti, che si soffermano a guardarla, davanti, di dietro, di lato, tentando di decifrarne il senso e lo scopo. Non riuscendoci, scuotono la testa e riprendono il loro cammino, e si capisce anche da lontano che borbottano qualche cosa. Magari poi pero' ritornano, assieme a qualche conoscente, perche' si sa che due teste sono meglio di una sola.
Tutto questo lavorio di immaginazioni ha prodotto le ipotesi piu' bizzarre. Qualcuno osserva che questo spreco di cemento sembra concepito per resistere alle cannonate: e allora, non potrebbe essere un elemento di una fortificazione costiera, per respingere assalti anfibi dalla svizzera? Secondo altri, l'arnese sarebbe un parente del famoso monolito alieno, del film
2001: Odissea nello spazio. Ricordate? Una bella mattina una stupefatta tribu' di pitecantropi se lo ritrovava sulla soglia di casa. Cosa fosse il misterioso parallelepipedo non lo si e' mai saputo, ma sta di fatto che, proprio all'ombra di quell' arcano poliedro, nelle zucche degli antenati sarebbe scoccata la scintilla, che alla lunga li avrebbe promossi a homines sapientes. Secondo i sostenitori di questa balorda ipotesi, anche il parallelepipedo di Lavena potrebbe marcare un salto evolutivo ...anche se non necessariamente nella stessa direzione.
Pero' alla fine sembra destinata a prevalere una ipotesi molto meno poetica : l'inesplicabile coso non servirebbe, in realta', a niente ; sarebbe un
elemento decorativo!
Fra tutte, questa ci pare l'ipotesi piu' incredibile. Ma nel caso, avremmo un suggerimento: se cosi' e', e' giusto che qualcuno se ne prenda il merito. Di coloro che ci hanno abbellito citta' e paesi , e soprattutto di coloro che hanno fornito i mezzi per farlo, la memoria e' rimasta nei secoli, iscritta su timpani e facciate. Lo spazio non manca sulla superficie di questo metro cubo e rotti di cemento...allora, perche' non scriverci sopra, in caratteri di bronzo, ..boh, vediamo...? qualcosa come
AD MMVIII Petro Victorio Consule Providentissimo...
State pure tranquilli, nemmeno la Sovrintendenza avrebbe da ridire ! E dunque, suvvia ! non fate i ritrosi, e prendete senza timidezza il vostro posto nella schiera dei Papi, dei Principi, e dei Bramanti, che hanno reso illustre l'Italia delle arti.

mercoledì 12 marzo 2008

Ruzzoloni a stampa

Ieri e' apparso sulla Prealpina un articolo, secondo il quale il Sindaco avrebbe trionfalmente annunciato, che il TAR ha respinto i ricorsi presentati da Legambiente contro la Proposta Indecente. Se cio' fosse vero, allora la vertenza al TAR sarebbe chiusa. Ne e' davvero sicuro il Sindaco? se si', avra' di certo smobilitato i suoi legali dal TAR , visto che non hanno piu' niente da fare, laggiu'... Eh, eh, ne dubitiamo: perche', a quanto apprendiamo da un comunicato stampa di Legambiente, il proclama di Prealpina travisa pesantemente la situazione reale. Le ragioni sono spiegate in dettaglio nel comunicato , che puo' essere letto nel blog di Legambiente Ceresium ( seguire il link a lato).
Oggi Varesenews ricorda che la Sovrintendenza (vedi il post precedente) ha recentemente annullato le autorizzazioni paesaggistiche alla PI, e che e' precisamente questa la ragione per la quale una istanza di Legambiente al TAR, che mirava proprio a questo annullamento, e' decaduta... infatti non aveva piu' ragione di essere. Il Sindaco, interpellato da Varesenews, ribadisce tuttavia che "e' un fatto...che i due ricorsi di Legambiente sono stati rigettati"; e, quanto alla Sovrintendenza, assicura che le sue valutazioni "verranno prese in considerazione". Quale onore ...la Sovrintendenza trabocchera' di gratitudine, di sicuro.
Insomma, gli "scarpuscioni" a mezzo stampa si susseguono. Si e' cominciato con la comica faccenda del canneto=fogna, e si e' continuato con l'ormai mitica sortita del "lavoro di cesello"; pochi giorni fa abbiamo letto che l'espulsione del vicesindaco dalla Giunta e' un "normale avvicendamento"; e adesso, leggiamo che la pelle dell'orso e' appesa in Comune ...anche se l'orso non lo sa ancora. Eppure non abbiamo voglia di ridere. Non vorremmo proprio doverci convincere che, alla prova dei fatti, la "trasparenza" a lungo millantata abbia finito per cedere il posto ai giochini petulanti col significato dei termini, e alle interpretazioni tirate per i capelli.
Lasciate stare , per favore. Queste cose generano veleni.