Si puo' cominciare dall'assaggio che ha sconciato il prato fra la provinciale e la piazza Matteotti, forzandoci dentro una funerea piazzola-salotto nello stile del fildiferro ,
nella quale non si e' mai visto sedersi nessuno, neanche per sbaglio ; piu' una fontanella , che naturalm. non funziona. Poi sono arrivati gli annessi e connessi del "lotto 3" (v. post "Odissea a Lavena", qui), fra i quali troneggia il coso della foto sotto (v.post. "L'oggetto misterioso" qui). Siamo ancora qui a chiederci cosa sia mai, in nome di Dio, quell'incredibile deiezione di sassi e cemento scaricata li' davanti all'oratorio, con tanto di ringhiera. E' poi seguita l'ardita struttura di cavi e plastica simil-legno che si protende audacemente sugli insondabili abissi del Ceresio, fra il Cios e il fu-Lido (foto sopra). Quest'altro oggetto misterioso rappresenta un enigm ancora piu' indecifrabile ; xche' se per il girabacchino dell'Oratorio si puo' immaginare che l'artefice avesse in mente un fine ornamentale, cio' appare senz'altro impossibile per questa enigmatica pedana, fra l'altro gia' in via di precoce deterioramento. Unica certezza, l'avere deturpato un altro dei pochi praticelli rimasti in riva al lago. Ci sarebbe poi il fu parco Hirschorn (v. post "Relitti" qui) , cui la vegetazione fa da schermo misericordioso nella bella stagione, ma che a foglie cadute si rivela per quello che e', cioe' un magazzino di rigatteria urbanistica.
Di passaggio notiamo due caratteristiche ricorrenti in tutte queste performances : una fobica avversione per l'erba , e il tema ripetitivo fino alla nausea del palco/pulpito/tribuna. Pero' , a parte queste curiosita' , e' molto difficile ravvisare in questa serie di interventi una qualunque visione coerente - non piu' di quanta se ne possa trovare nella camera di un ragazzino capriccioso, disseminata di giocattoli inutili e costosi.
Ci si obbietta che , in fin dei conti, queste opere sono tutte firmate...qualche professionista, che sapra' il fatto suo, ci ha pur messo il suo avallo, no? Bella obiezione!...serve tutt'al piu' a ricordarci che di questi capolavori abbiamo pagato non solo l'esecuzione, ma perfino la concezione !! Bene, bravi, avanti cosi'. E poi, sulla pratica corrente dell'architettura il dibattito e' ormai aperto da tempo a livello globale , e diviene sempre piu' critico, (v. post "Contro l'architettura" qui), ed essa ha ormai perduto il privilegio della autoreferenzialita' (v. nota sotto).
Poi si tira immancabilmente in ballo il rilancio turistico. Ma cosa c'entrano tutti questi orpelli con i turisti ?Davvero si crede che il "turista" sia per definizione un bamba, che attraversera' l'Europa per venire qui a rimirarsi un fontana da shopping center? (v.post "Modesta proposta..." qui). Possibile che non si vedano i veri ostacoli al rilancio turistico? la mancanza/inadeguatezza di servizi a Lavena, addirittura clamorosa sulla scala europea (trasporti, poste, farmacie, bancomat)...; la maleducazione degli indigeni -dall'abbandono sistematico di rifiuti dove capita, ai cagnacci lasciati liberi sul celebrato lungolago, alla faccia dei vistosi divieti- il tutto nella assoluta impunita' ; e per finire la cosa +grossa di tutte...un paese in riva al lago, che non perde occasione di vantare la propria vocazione turistica, si becca una ben meritata bandiera nera per come (n0n) si cura delle proprie acque (v.post "Bandiera nera" qui)!! Altro che "abbellimenti". Non faremmo meglio a lasciar perdere le cravatte ( o piuttosto le sveglie al collo) firmate, fin che abbiamo queste pezze al sedere?
Nota: autoreferenzialita' = la straordinaria pretesa che nessuno si azzardi a giudicare le opere degli architetti, se non e' architetto egli stesso.
Di passaggio notiamo due caratteristiche ricorrenti in tutte queste performances : una fobica avversione per l'erba , e il tema ripetitivo fino alla nausea del palco/pulpito/tribuna. Pero' , a parte queste curiosita' , e' molto difficile ravvisare in questa serie di interventi una qualunque visione coerente - non piu' di quanta se ne possa trovare nella camera di un ragazzino capriccioso, disseminata di giocattoli inutili e costosi.
Ci si obbietta che , in fin dei conti, queste opere sono tutte firmate...qualche professionista, che sapra' il fatto suo, ci ha pur messo il suo avallo, no? Bella obiezione!...serve tutt'al piu' a ricordarci che di questi capolavori abbiamo pagato non solo l'esecuzione, ma perfino la concezione !! Bene, bravi, avanti cosi'. E poi, sulla pratica corrente dell'architettura il dibattito e' ormai aperto da tempo a livello globale , e diviene sempre piu' critico, (v. post "Contro l'architettura" qui), ed essa ha ormai perduto il privilegio della autoreferenzialita' (v. nota sotto).
Poi si tira immancabilmente in ballo il rilancio turistico. Ma cosa c'entrano tutti questi orpelli con i turisti ?Davvero si crede che il "turista" sia per definizione un bamba, che attraversera' l'Europa per venire qui a rimirarsi un fontana da shopping center? (v.post "Modesta proposta..." qui). Possibile che non si vedano i veri ostacoli al rilancio turistico? la mancanza/inadeguatezza di servizi a Lavena, addirittura clamorosa sulla scala europea (trasporti, poste, farmacie, bancomat)...; la maleducazione degli indigeni -dall'abbandono sistematico di rifiuti dove capita, ai cagnacci lasciati liberi sul celebrato lungolago, alla faccia dei vistosi divieti- il tutto nella assoluta impunita' ; e per finire la cosa +grossa di tutte...un paese in riva al lago, che non perde occasione di vantare la propria vocazione turistica, si becca una ben meritata bandiera nera per come (n0n) si cura delle proprie acque (v.post "Bandiera nera" qui)!! Altro che "abbellimenti". Non faremmo meglio a lasciar perdere le cravatte ( o piuttosto le sveglie al collo) firmate, fin che abbiamo queste pezze al sedere?
Nota: autoreferenzialita' = la straordinaria pretesa che nessuno si azzardi a giudicare le opere degli architetti, se non e' architetto egli stesso.